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  • Immagine del redattoreMichele Lasi

LA NAZIONE SOSTENIBILE

Variazione sul tema. Questa settimana F4F varca i confini soliti del blog - la sostenibilità nel mondo della moda - per parlare di ambiente in termini più ampi. Spero che questo pezzo possa piacerti! Ti sei mai chiesto quale sia il paese più sostenibile del mondo? Ce n'è uno a dire il vero, piccolino e ai più sconosciuto, il cui bilancio delle emissioni é positivo (assorbe cioè più CO2, grazie alla propria flora, di quanta le attività umane ne rilascino): è il Bhutan.


Questo stato piccolissimo, incastrato fra due giganti (Cina e India), si estende sul bordo orientale dell'Himalaya, e, con una popolazione di circa 754.000 persone e un territorio di 38.394 chilometri quadrati, punta a essere un esempio di buon governo secondo gli obiettivi ONU di sostenibilità. “Il mio Paese è unico, non solo perché uomini e donne vestono con abiti simili ma perché è una nazione a emissioni zero, dove crescita economica, sviluppo sociale e sostenibilità ambientale vanno avanti di pari passo” sono le parole estrapolate dal discorso di Tshering Tobgay, durante una TED Talk del 2016, quando in carica come Primo Ministro del Bhutan.

Si può dire che il Bhutan abbia oggi uno degli ecosistemi più stabili del mondo e che non si siano registrati danni ambientali, anche per il fatto che è stato a lungo isolato: le foreste occupano circa il 75% del territorio e la costituzione impone che il 60% della superficie totale rimanga tale. Uno studio dell’Energy and Climate Intelligence Unit (Eciu) rivela che il Bhutan sarebbe tra i pochi Paesi a non avere il dovere di adottare subito impegni ambientali più ambiziosi. Già oggi assorbe, infatti, il triplo delle emissioni nocive prodotte dalla sua popolazione. Nel 2013, il paese ha emesso gas a effetto serra con un impatto climatico di 2,2 milioni di tonnellate di CO2. La foresta ne ha inghiottite circa 6,3 milioni di tonnellate. Secondo gli scienziati se tutto il pianeta seguisse il modello-Bhutan nel consumo energetico, la temperatura media della terra entro vent’anni tornerebbe pari a quella dei primi del Novecento, con risparmi miliardari e vantaggi per tutte le popolazioni. La sostenibilità è un argomento cardine dell'agenda del governo locale. La nazione punta a uno sviluppo che non lasci indietro nessuno e con una particolare attenzione alla protezione dell’ambiente. Il cambiamento climatico, infatti, sta sconvolgendo il fragile ecosistema del Bhutan: i ghiacciai si stanno sciogliendo, portando a inondazioni improvvise, le stagioni delle piogge sono più irregolari che significa scarsità di acqua durante le stagioni secche. Per contribuire a diminuire il gas serra del mondo, il paese sta raddoppiando le proprie norme ambientali, già abbastanza restrittive, per paura che la regione dell'Hindu Kush Himalaya, il terzo più grande deposito di ghiaccio del mondo dopo il Polo Nord e il Polo Sud, possa subire danni irreversibili. Purtroppo, se gli attuali tassi di scioglimento aumentano, due terzi dei ghiacciai potrebbero scomparire entro la fine di questo secolo. Ecco perché Tshering Tobgay, oggi politico e attivo ambientalista, nella sua Ted Talk aveva già condiviso i timori per le conseguenze del cambiamento climatico e già lanciato un appello urgente per la creazione di un'agenzia intergovernativa a protezione dei ghiacciai che sciogliendosi avrebbero portato delle conseguenze catastrofiche a quasi due miliardi di persone nella terra, conosciuta anche come le torri d'acqua dell'Asia. Il popolo del Bhutan, con la sua classe governativa, ha capito, prima di tutti, l’importanza di intervenire con azioni finalizzate a invertire la rotta del cambiamento climatico. Tra queste, con il supporto del WWF del Bhutan, l’iniziativa Biological Conservation Complex, avviata dalla Divisione per la conservazione della natura, Dipartimento dei servizi forestali, Ministero dell'Agricoltura. Programma che si occupa della conservazione a livello di paesaggio, al fine di preservare l’ecosistema e le specie del Paese. Nel Bhutan, quella idroelettrica è la principale fonte di energia e il principale motore della espansione dell'accesso all'elettricità. Tuttavia, il terreno montagnoso rende difficile l'estensione della rete nelle aree rurali remote dove si trovano circa 4.000 famiglie. Di conseguenza, il governo ha promosso progetti di energia rinnovabile off-grid, uno dei principali sforzi di sviluppo nell'ambito dei piani quinquennali della nazione, fornendo a circa 2.000 famiglie rurali case con sistemi di energia solare e riparandone altre 1.000. Misurare la felicità Oltre alla particolare sensibilità verso l'ambiente, il Buthan adotta un approccio olistico allo sviluppo che equivale a istruzione, cure mediche, elettricità gratuite e, punta a preservare la natura. Orgogliosa e protettiva delle sue tradizioni, questa piccola nazione ha aperto le sue porte al turismo solo negli anni '70 e dall’Occidente, ha unicamente adottato il concetto noto come l’Indice di Felicità Nazionale (Gross National Happiness Index), che si basa sulla premessa che il vero progresso della società umana avviene quando lo sviluppo materiale e spirituale si verificano insieme per completarsi e rafforzarsi a vicenda. Ciò si traduce nell’istituzione di un buon governo, su uno sviluppo socioeconomico sostenibile e sulla capacità di preservare la cultura e l’ambiente. Gli economisti di tutto il mondo hanno da sempre sostenuto che la chiave della felicità fosse legata ai beni materiali, nel Bhutan invece, l’accumulo di ricchezza materiale non conduce necessariamente all’appagamento personale, principio già evocato dal re Jigme Singye Wangchuck, quando nel 1972, in un’intervista al Financial Times disse: "La felicità è più importante del Pil”. Questa filosofia è stata anche accolta dall’ONU, riconoscendo che il prodotto interno lordo non riflette adeguatamente la felicità e il benessere delle persone e che "la ricerca della felicità è un obiettivo umano fondamentale". Per i cittadini del Bhutan significa cercare di soddisfare le condizioni di una buona vita vissuta in equilibrio con la natura e le sue specie.


E tu cosa ne pensi del Buthan? Sostenibilità è forse sinonimo di Felicità?

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