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  • Immagine del redattoreMichele Lasi

IL CHIANTISHIRE (O FASHIONSHIRE…): QUAL È LO STATO DI SALUTE DELL’INDUSTRIA DELLA MODA TOSCANA?

È notizia di alcune settimane fa: Boss chiude bottega a Scandicci e delocalizza in Asia e Portogallo. Pochi mesi prima, era calato il sipario sull’atelier di Roberto Cavalli a Sesto Fiorentino.

Riguardo Hugo Boss, la brand tedesca era a Scandicci da 15 anni. Non produceva, ma svolgeva una parte del processo creativo, con un team di 21 dipendenti. L’Hub è stato chiuso affermando che “i clienti non sono interessati al made in Italy (…Che!?).


Davvero Il cosiddetto Fashionshire Toscano (mutuato dal “Chiantishire”, il soprannome conferito dagli inglesi assidui frequentatori di quelle colline) è in crisi?



Il distretto industriale Fiorentino, noto soprattutto per pelletteria e accessori haut de gamme, ha iniziato a prendere forma all'indomani dell'alluvione di Firenze del 1966 con il trasferimento dei laboratori degli artigiani Fiorentini nell’hinterland cittadino e nei territori del Chianti.


Sono i gruppi del Lusso Francesi LVMH e Kering, assieme alle nostre eccellenze Prada, Dolce & Gabbana, Tod’s, Valentino, Ferragamo, a puntare forte sul Fashionshire.


A partire dal 2013, non c’è stato un singolo anno (ad eccezione del disgraziato 2020) in cui il Chiantishire non abbia registrato una crescita di fatturato rispetto al precedente.


Per quanto riguarda il 2021, il Fashionshire ha mantenuto il suo primato nel settore delle esportazioni di prodotti di pelletteria, dove è stato registrato un incremento sul 2020 del 32,5%.

I dati del settore sono stati presentati nel corso di una conferenza stampa cui ha preso parte anche l’assessore regionale all’Economia della Toscana, Leonardo Marras. Nel 2021, la Toscana si è avvicinata ma non ha ancora recuperato i livelli del 2019, da cui la separa un gap del 7,1%, restando comunque la prima regione italiana per esportazioni dei prodotti di pelletteria, con un’incidenza superiore al 42% sul totale Italia.

Ciò nonostante si registra un calo nel numero delle imprese a fronte però di un incremento de numero degli addetti: erano 2.086 le imprese attive nel 2020, 2.001 nel 2021.Il numero degli addetti è invece passato da 17.803 nel 2020 a 17.930 nel 2021.

Un numero comunque consistente se si pensa che nel 2021 in Italia su 32.982 addetti del settore il 54,4% era toscano.

In euro, nel 2021, Il Fashionshire ha esportato beni per 5 miliardi, contro i 3,8 del 2020 e i 5,4 del 2019. La parte del leone la fa Firenze che, con oltre 4,2 miliardi di beni esportati, segna un +42,3% sul 2020 e riduce al -4,8% il distacco con il 2019. Il capoluogo toscano fa, da solo, un terzo dell’export nazionale di settore.

Per i mercati di riferimento, migliora la Francia con +30%; volano Corea del Sud (+120%), USA (+72,5%) e Giappone (+61%) che superano la Cina, ferma a un + 5% (Dati Intoscana.it).

Dunque, i macro numeri sembrano suggerire che il Fashionshire goda di buona salute. Cosa accadrà quindi nel prossimo futuro? Quali sono i gruppi che stanno puntando sul distretto toscano per rafforzare le proprie operations nella pelletteria?


Ecco cosa ho trovato!


LVMH: AVANTI TUTTA SUL CHIANTI


La Toscana si conferma terra di attrazione per la manifattura delle griffe, soprattutto

Il colosso francese, che ha in Toscana nove delle sue 31 manifatture italiane, ha inaugurato nel 2019 a Radda in Chianti la Manufacture di Celine, raddoppiando l'hub per le borse attivo a Strada in Chianti. Una mossa visionaria che ha almeno due scopi: investire in fabbriche belle, green e integrate nel territorio e spostare l'epicentro fuori da un distretto affollato come Scandicci anche per avere minori difficoltà a reperire manodopera, e che oggi ha ancora maggior valore dopo che è stato avviato il percorso per inserire il «Paesaggio culturale del Chianti classico» nella lista del patrimonio mondiale dell’Unesco, che dovrebbe andare ad aggiungersi agli altri sette siti regionali (su 55 in Italia) già presenti nella lista.

Sempre nella zona a sud di Firenze, il conglomerato di Bernard Arnault aprirà a Ottobre del 2022 una fabbrica di pelletteria Fendi a Bagno a Ripoli, mentre per il brand ammiraglio ha ampliato già nel 20/21 gli stabilimenti produttivi della Manufacture des accessoires Louis Vuitton a Incisa in Val d'Arno. Inoltre è presente nell'area con le fabbriche di Bulgari per la pelletteria a Firenze e Incisa, oltre alla manifattura Loro Piana, divisione pelletteria, nel comune fiorentino di Impruneta. Il gruppo ha inoltre il suo avamposto anche a Scandicci, con la manifattura Christian Dior e, nel 2019, si è aggiudicato una quota di minoranza della conceria Masoni a Santa Croce sull’Arno (Pisa), conquistando un altro avamposto in uno dei distretti strategici del comparto pelle italiano.


KERING: NEL CUORE DI FIRENZE


È notizia di alcuni mesi fa: l'apertura nel 2023 del maxi hub Atelier maroquinerie Yves Saint Laurent all'interno dell'ex Palazzo delle Finanze. Inoltre, il gruppo francese a cui fa capo il brand sta ristrutturando alcuni spazi di un palazzo di fronte alla sede del Comune, come area direzionale e per uffici di Kering Italia, dove entro l'anno dovrebbero trasferirsi oltre 200 dipendenti. Sempre nell’hinterland fiorentino, è prevista entro l'anno l'apertura di un grande stabilimento Balenciaga a Cerreto Guidi. Per il nuovo atelier produttivo e formativo della label nell'orbita di Kering, che nascerà dal rinnovamento di un edificio già esistente, è stimata la creazione di circa 300 posti di lavoro.



PRADA… NON RESTA CERTO A GUARDARE


Tra il 2019 e il 2021 il gruppo di Patrizio Bertelli ha investito 80 milioni di euro e ne ha previsti altrettanti (70 milioni) sulla filiera per il 2022. In una recente intervista, il direttore industriale del Gruppo Massimo Vian, conferma che il gruppo sta progettando un nuovo importante investimento sull’Amiata (a Piancastagnaio) per il 2023 e si stanno cercando nuove partnership per il calzaturiero nell’area compresa tra Empoli e Pisa: “nei nostri stabilimenti assumeremo quest’anno in totale oltre 200 persone. Abbiamo ulteriori piani di sviluppo sull’Amiata: vi assumeremo 15 persone nel 2022 mentre nel 2023 abbiamo previsto un importante progetto di espansione. A Scandicci avremo 25 persone in più, circa 150 in provincia di Arezzo. Stiamo guardando con interesse inoltre all’area pisana dove abbiamo partner nel mondo conciario e a Fucecchio dove produciamo abbigliamento in pelle.”


Una cosa è quindi certa: nel mondo della pelletteria, se non hai almeno un hub nel Fashionshire, non sei nessuno. Il distretto gode di ottima salute!

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